Puntata 1 – And the Beat goes on

1. Cream – I feel free

2. Evy – L’abito non fa il beatnick

3. Lucio Dalla – Lei

4. Doors –  Newborn Awakening

1. Cream : I feel free

Il testo del brano è stato scritto da Pete Brown, mentre la musica è stata composta da Jack Bruce. Si tratta del secondo singolo in assoluto del gruppo e del primo pubblicato sul mercato statunitense: il brano infatti fa parte della tracklist della versione statunitense dell’album Fresh Cream. Esso è stato prodotto da Robert Stigwood e registrato a Londra, presso gli Ryemuse Studios, nel settembre 1966.

Formazione:
Ginger Baker – batteria, percussioni, voce
Jack Bruce – voce, basso
Eric Clapton – chitarra, voce

Cream – I feel free

I feel free, I feel free, I feel free
I feel free, I feel free, I feel free
I feel free, I feel free, I feel free
Feel when I dance with you
We move like the sea
You, you’re all I want to know
I feel free, I feel free, I feel free
I can walk down the street, there’s no one there
Though the pavements are one huge crowd
I can drive down the road, my eyes don’t see
Though my mind wants to cry out loud
I feel free, I feel free, I feel free
I can walk down the street, there’s no one there
Though the pavements are one huge crowd
I can

2. Evy – L’abito non fa il beatnick

cover di “Keep on running” (Spencer Davies Group)

Évelyne Lenton( è una cantante, compositrice e produttrice discografica francese. Capace di esibirsi, oltre che nella sua madre lingua, anche in italiano, in inglese e in spagnolo, fu famosa negli anni sessanta in Francia e in Italia con il nome di Evy; più avanti, negli anni settanta, tornò alla ribalta con una versione disco di Black Is Black alla guida delle Belle Époque, gruppo femminile prodotto da suo fratello Albert.

Con il nome di Evy fu presente come cantante d’apertura alle esibizioni parigine dei Beatles e dei Rolling Stones; non rinnovò il contratto che la legava alla casa discografica Barclay, perché la famiglia aveva già deciso di trasferirsi in Italia alla metà degli anni sessanta; fu messa quasi subito sotto contratto dalla RCA Italiana e si stabilì a Roma, sempre tenendo il nome d’arte di Evy. Iniziò una serie di concerti ed esibizioni dal vivo e pubblicò un album in stile rock e beat, con cover di successo quali Good Golly Miss Molly di Little Richard, divenuta un successo anche grazie alla trasmissione radiofonica Bandiera gialla di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, e L’abito non fa il beatnik sulla base di Keep on Running di Jackie Edwards, resa famosa dallo Spencer Davis Group

Evy – L’abito non fa il beatnik

L’abito non fa il beatnik
è inutile che vesti male e dormi sulle scale
il beatnik lo fai male

L’abito non fa il beatnik
non fa il beatnik
e se il beatnik tu non sei cos’è
ma vedi gli altri fare e anche tu vuoi provare

Se domani cambierà moda anche tu cambierai
non saprai di cosa si tratta ma tu la seguirai

L’abito non fa il beatnik
non fa il beatnik

Si è beatnik per mentalità
non basta il vestito
ma tu non l’hai capito

C’è gente che sembra normale
ma è beatnik più di te
e non guarda in faccia a nessuno
e tanto meno a te

L’abito non fa il beatnik
no non fa il beatnik
e vedremo quando questa moda cambierà
chi beatnik resterà
allora si vedrà
se beatnik resterai

3. Lucio Dalla – Lei non fa per me

Lei (non è per me) è il primo 45 giri da solista di Lucio Dalla, dopo le incisioni con la Seconda Roman New Orleans Jazz Band e i Flippers, pubblicato nel 1964 dalla ARC.

Lei (non è per me) è la cover di una canzone tradizionale statunitense, Careless Love, portata al successo da Bessie Smith ed in seguito reinterpretata da molti artisti tra cui Ray Charles; il testo in italiano è di Sergio Bardotti e Gino Paoli, mentre Lucio Dalla cura con Gian Piero Reverberi l’arrangiamento.

Il coro presente nel brano è quello della Cappella Sistina, diretto da padre A. Sartori.

Dalla presentò la canzone al Cantagiro 1964, ma l’esito fu deludente, e sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli spostamenti della carovana venne fatto segno di lanci di ortaggi e derrate alimentari: «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere»

La canzone è stata inserita nel 1966 nell’album di debutto di Dalla, 1999, e nel 2006 nella raccolta 12000 lune, con un arrangiamento e un testo leggermente differenti.

Lucio Dalla – Lei non fa per me

Lei non è per te
mi dicevano mi dicevano cosí
ma da te volevo
un mondo uovo
ed io amore io
non ascoltavo mai.
lei non è per te
com’è facile da dire.
ma con te
avevo il paradiso.
e io amore io
non ascoltavo mai.
tu non sei, no, non sei per me.
ed ora te ne vai.
ma ti dico ancora grazie.
e lo sai che anch’io piangerò.

4. Doors –  Newborn Awakening

Dopo una registrazione di Jim Morrison che racconta una storia di un incidente automobilistico di cui è stato testimone da bambino, “Newborn Awakening” è essenzialmente il medley dei Doors “Peace Frog / Blue Sunday” dall’album Morrison Hotel. Oltre al funk di guida di “Peace Frog”, la nuova poesia Morrison si sovrappone perfettamente alla dolce “Blue Sunday” ondeggiante. Morrison elabora gli indiani che sono morti nell’incidente e la ricerca che le loro anime hanno preso alla morte o alla rinascita.

4. Doors –  Newborn Awakening

Indians scattered on dawn’s highway bleeding.
Ghosts crowd the young child’s fragile egg-shell mind
Blood in the streets
In the town of New Haven.
Blood stains the roofs
And the palm trees of Venice.
Blood in my love
In the terrible summer.
Bloody red sun of
Phantastic L.A.
Blood screams her brain
As they chop off her fingers.
Blood will be born
In the birth of a nation.
Blood is the rose of
Mysterious union.
Blood on the rise,
It’s following me.
Indian, Indian
What did you die for?
Indian says nothing at all.
Gently they stir.
Gently rise.
The dead are new-born awakening.
With ravaged limbs
And wet souls.
Gently they sigh
In rapt funeral amazement.
Who called these dead to dance?
Was it the young woman
Learning to play the “Ghost Song”
In her baby grand
Was it the wilderness children?
Was it the Ghost-God himself,
Stuttering, cheering,
Chatting blindly?
I called you up to
Annoint the earth.
I called you to announce
Sadness falling like
Burned skin.
I called you to wish you well
To glory in self like a new monster
And now I call on you to pray.
Compositori: Jim Morrison